OBIETTIVI

L’ Associazione si batte per il rispetto della volontà della Persona nelle scelte di fine-vita, affinché nessuno venga costretto a subire trattamenti non voluti, a sopportare sofferenze che ritiene inaccettabili o a sopravvivere in condizioni che considera lesive della sua dignità. Crediamo che tali scelte debbano essere affidate alla coscienza individuale, e che qualunque richiesta libera e consapevole della Persona, sia essa di palliazione, di desistenza terapeutica, ovvero di aiuto a morire, debba essere rispettata. Crediamo che la volontà della Persona debba essere ascoltata anche se malata o molto anziana e che, in caso di condizioni di incoscienza o sopraggiunta incapacità, debba essere riconosciuto valore vincolante alle decisioni assunte e dettate in via anticipata.

A tale fine gli obiettivi primari dell’Associazione sono:

DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

  • Far conoscere la possibilità e l’importanza, per chiunque, di stendere le proprie disposizioni anticipate di trattamento (D.A.V.), in previsione di una eventuale futura condizione di incapacità. Promuovere il rispetto delle D.A.V., contribuendo all’istituzione di appositi registri dei Testamenti Biologici ( o D.A.V.) presso le Amministrazioni locali e regionali (come già avvenuto in molti comuni italiani e in alcune regioni), nonché impegnandosi per ottenere una legge nazionale che riconosca l’efficacia vincolante delle D.A.V. depositate;

CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE

  • Promuovere la piena attuazione alla Legge n. 38 del 2010 che ha introdotto all’interno dei livelli essenziali di assistenza garantiti dal Sistema Sanitario l’accesso alle cure palliative domiciliari e in hospice e alla terapia del dolore, prevedendo specifici sussidi sanitari e socio-assistenziali per migliorare la qualità di vita del malato, anche terminale, nel rispetto della sua dignità e autonomia;

INTERRUZIONE DEI TRATTAMENTI

  • Far conoscere le opzioni di fine-vita disponibili nel nostro Paese e in particolare il diritto a chiedere l’Interruzione dei Trattamenti e la Sedazione Palliativa continua che, diversamente dall’eutanasia, costituiscono un atto medico praticato con farmaci non letali che, se richiesto, deve essere attuato (come nel caso di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro);

SUICIDIO ASSISTITO E EUTANASIA ATTIVA VOLONTARIA

  • Dare forza al dibattito pubblico su una legge che consenta, a determinate condizioni, l’accompagnamento pietoso alla morte, garantendo la piena libertà e il rispetto della volontà di chi ne fa richiesta, sulla scorta dell’esperienza maturata in quei Paesi in cui il suicidio assistito o l’eutanasia attiva volontaria sono pratiche legali e disciplinate da appositi protocolli.