Posted On 6 maggio 2017 By In CONVEGNI With 85 Views

Convegno Rotary Club Nola (NA), 26 aprile 2017

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(di Francesco Porcellati)

Negli ultimi tempi l’opinione pubblica è stata vivamente scossa dai casi di suicidio assistito di DJ Fabo e di Davide Trentini.

Coevamente intanto proseguivano i dibattiti in Camera dei Deputati per l’esame della proposta di legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento : dibattiti poi sfociati lo scorso 20 aprile nella definitiva approvazione del progetto di legge, che ora passerà all’esame del Senato.

Questo “tourbillon” di notizie e di fatti ha determinato in tutta Italia il susseguirsi di convegni e riunioni sull’argomento delle DAT e su quello più lato del fine vita.

Su queste tematiche si è voluto recentemente soffermare anche il  “Rotary Club” di Nola, con un convegno ivi tenutosi  in data 26 aprile ultimo.

A tale riunione ho partecipato come referente campano di Libera Uscita, su segnalazione giuntami da Maria Laura Cattinari, Presidente di Libera Uscita.

Il convegno, sotto l’egida del titolo “Testamento biologico, diritto all’autodeterminazione, eutanasia : evoluzione legislativa dal caso Englaro al caso DJ Fabo”, è iniziato con la prevedibile presentazione da parte di alcune autorità cittadine ed è poi proseguito con il susseguirsi dei vari relatori : il sottoscritto ha avuto l’onere di “aprire le danze”, poi si sono succeduti nell’ordine l’Avv.Maurizio De Tilla ( giurista e Presidente dell’ Associazione Nazionale Avvocati Italiani), il magistrato Eduardo Savarese, il frate minore conventuale Antonio  Vetrano e,  dulcis in fundo, Beppino Englaro.
Il dibattito è iniziato con il mio esame del progetto di legge approvato dalla Camera dei Deputati : confortato durante il mio discorso dal De Tilla – dimostrtatosi da subito “sul mio stesso piano” – ho messo in evidenza quelle “incongruenze” nella legge che un po’ tutti noi di LU abbiamo notate, e rappresentate lì dove (art.1 comma 6) si paventano possibili emergenze di casi di obiezione di coscienza del medico e dove poi (art.4 comma 5) si accenna all’eventualità di ricorso al giudice tutelare nel caso di conflitto di vedute tra fiduciario e medico.
Ciò però senza da parte mia aver voluto togliere spessore alcuno a questo importante passo avanti in tema di riconoscimento legale delle DAT.
Come già detto, sulla stessa linea si è espresso il De Tilla, con il suo lungo ed esaustivo esame in punta di diritto.

Il magistrato Eduardo Savarese si è mossso su “altro piano”, dimostrandosi dubbioso su tanta libertà lasciata al paziente e al suo fiduciario, tanto da spingermi a definirlo coram populo un “nostalgico” delle  disposizioni di cui al tristemente famoso “decreto Calabrò” : curiosamente senza repliche da parte del Savarese medesimo.

Il frate francescano conventuale Antonio Vetrano si è soffermato su principi di pura teologia, molto tortuosi e difficilmente  comprensibili : per cui sull’argomento sono costretto a “glissare”.

Ha concluso il dibattito Beppe Englaro : formidabile “testimonial” in simili convegni, Englaro è stato lungamente applaudito e ha ripercorso, come è solito fare, le tappe del suo calvario – soprattutto in tema di istanze giudiziarie – in pro della povera Eluana.

Pubblico folto e interessato.

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