Posted On 3 febbraio 2019 By In Home Page, NOTIZIE With 35 Views

Avviato alla camera iter proposta di legge di inizativa popolare sull’eutanasia

La proposta di Legge di iniziativa popolare denominata “Rifiuto di Trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” presentata alla Camera dei deputati nella XVII legislatura il 13 settembre 2013 è stata incardinata il 30 gennaio 2019 presso le Commissioni Giustizia ed Affari Sociali della Camera.

L’intenzione espressa dal proponente è quella di redigere “poche regole, chiare che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari compreso il ricorso all’eutanasia”

Si tratta di soli quattro articoli, dei quali i primi due dedicati al rifiuto e interruzione dei trattamenti sanitari già regolamentati dalla Legge 219/2017.

Il terzo articolo, specificamente dedicato all’eutanasia, indica i sette requisiti che debbono essere contestualmente soddisfatti affinché sia possibile il ricorso legale.
Si tratta innanzitutto della volontarietà inequivocabilmente accertata del richiedente, della sua maggiore età e della sua capacità di intendere e volere.
La motivazione deve essere inoltre correlata a una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile, o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi.
Il malato dovrà anche essere informato di tutte le possibili alternative, i familiari dovranno essere informati della sua richiesta (se l’interessato acconsente) e infine il trattamento eutanasico dovrà rispettare la dignità del malato e non provocare sofferenze fisiche.

L’ultimo articolo, il quarto, prefigura una sorta di DATE (Disposizioni Anticipate di Trattamento Eutanasico) che prevedono anche la possibilità di nominare un fiduciario secondo criteri analoghi a quelli già adottati per le DAT nella Legge 219/2017.

Libera-Uscita,  auspicando il pieno riconoscimento del diritto all’autodeterminazione nel fine vita, è tuttavia consapevole delle difficoltà che questo traguardo incontra, non solo nel nostro Paese.
Per questo ha già pubblicamente espresso il suo sostegno al ddl  di Maria Antonietta Farina Coscioni (prima firma Marcucci, capogruppo in Senato del PD) che, pur non giungendo al pieno riconoscimento del diritto all’eutanasia, va ad interpretare quanto sottolineato dall’Ordinanza della Corte Costituzionale e allarga la platea di chi ha diritto alla sedazione palliativa profonda, affermando il diritto della persona di richiedere la sedazione profonda che oggi può essere solo proposta dal medico e accettata o rifiutata dal malato.
Afferma inoltre, introducendo una modifica dell’art. 580 c.p., che non siano penalmente perseguibili i medici che aiutano a morire (suicidio medicalmente assistito) coloro che si trovano nelle condizioni di poter ricevere una sedazione continua profonda secondo quanto disposto dalla legge 219/2017.
Certamente l’approvazione della legge di iniziativa popolare sulla liceità dell’eutanasia sarebbe un ulteriore significativo passo avanti per cui non potremmo che ringraziare Marco Cappato per la disobbedienza civile che l’ha propiziato.

Qui il testo della proposta di legge:
http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=1914867.pdf

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