Posted On 5 giugno 2016 By In CONVEGNI, Home Page With 1412 Views

Napoli, 20 maggio 2016 – Convegno sul tema “Il fine vita, questioni di bioetica e di biodiritto”

di Francesco Porcellati, Responsabile Territoriale di Libera-Uscita per la regione Campagna

In rappresentanza di Libera Uscita ho partecipato venerdì 20 maggio u.s. al convegno sul tema “Il  fine vita, questioni di bioetica e di diritto” tenutosi a Napoli presso l’Istituto Italiano di Studi Filosofici.

Relatori erano i docenti dell’Università di Napoli Lorenzo Chieffi (Diritto Pubblico Generale),   Salvatore Prisco (Istituzioni di Diritto Pubblico) e Rossella Bonito Oliva (Scienze Umane e Sociali) e i giuristi Maurizio de Tilla (avvocato civilista, patrocinante in Cassazione) e Lucio Militerni (ex magistrato di Cassazione).

L’evento era stato organizzato dall’istituto di studi giuridici “M&C Militerni”, che già nel lontano 2007 aveva dato vita ad una riunione a Napoli (fui presente) sugli aspetti giuridici del testamento biologico.

Ospiti d’onore : Beppino Englaro e Mina Welby.

In coerenza con il termine usato per identificare il convegno, le relazioni si sono incentrate su questioni di bioetica e di biodiritto :  e qui sarebbe arduo riportare, sia pure in breve, le argomentazioni riportate.

Ma una notazione di riguardo va fatta alle argomentazioni, in pura linea di diritto, usate dall’Avv.De Tilla, cha vanta strette conoscenze personali con Umberto Veronesi.

Significativi sono stati gli interventi di Mina e Beppino, come lo sono sempre in convegni su tale tema,: l’Englaro, come da suo “cliché”, con passione e partecipazione ha raccontato la vita di Eluana e l’intezione di lei, espressa ai suoi genitori ben in anticipo rispetto alla disgrazia che la colpì, di non essere un giorno in casi della specie sottoposta a inutili sofferenze.

Mina Welby ha fatto paralleli tra la nostra, carente, legislazione in tema di TB in Italia (con particolare riferimento alla mancata ratifica della “convenzione di Oviedo” ) e quella tedesca : in quella tedesca ha fatto notare che con un solo ( !!!) articolo di legge si è riconosciuto valore legale al testamento biologico, usando peraltro il termine “direttive” anticipate anziché “dichiarazioni” anticipate come si appresterebbe ( ? ) a sancire un eventuale legge in Italia.

E anche Mina Welby ha fatto accenno alla nota frase : meglio nessuna legge che una cattiva legge.

Ho preso la parola e, in coerenza con la posizione della nostra associazione, ho fatto rilevare come il proposito di Libera Uscita sia quello di ottenere innanzitutto (ma sembra che ciò non sia in discussione) l’affermazione del principio di “vincolatività” delle DAV, lo stato di incoscienza anche temporanea come  momento in cui le DAV devono acquistare valore per il medico, la centralità della figura del Fiduciario e  la possibilità di potere semplicemente indicare il nome del proprio Fiduciario affinché sia Lei/Lui ad esercitare, in nostra vece, il nostro diritto fondamentale all’autodeterminazione terapeutica, cioè ad autorizzare o rifiutare le terapie proposte dai Sanitari. Questa sarebbe la forma più semplice di Testamento Biologico e ne consentirebbe la più ampia diffusione.

 

Alla fine della riunione, saluti miei cari a Beppino Englaro e Mina Welby, sia personale sia da parte degli esponenti di Libera Uscita.

 

 

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