Posted On 18 luglio 2017 By In COMUNICATI With 125 Views

In ricordo del nostro Socio Onorario Dom Giovanni Franzoni

E’ morto Mario Franzoni detto dom Giovanni Franzoni, socio onorario di LiberaUscita.

Nato l’8 novembre 1938 a Varna (Bulgaria), è deceduto a Canneto (Rieti) il 13 luglio 2017.

Trasferitosi in Italia trascorse la propria adolescenza a Firenze. Venne poi ammesso all’Almo collegio Capranica di Roma ove iniziò la formazione al sacerdozio, nell’ordine benedettino, compiendo gli studi teologici presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Fu ordinato sacerdote nel 1955 ed iniziò ad insegnare storia e filosofia nel collegio dell’abbazia benedettina di Farfa. Nel marzo 1964 fu eletto abate dell’abbazia di San Paolo fuori le mura a Roma e, in tale veste, partecipò alle ultime due sessioni del Concilio Vaticano II, risultando il più giovane tra i padri conciliari.

In quegli anni avviò l’esperienza della comunità cristiana di base di San Paolo, in cui si coniugava l’ascolto del Vangelo con la lettura delle situazioni politiche ed ecclesiali e la presa di posizione in senso progressista e marxista. Alcune di queste scelte, come l’opposizione al concordato tra Stato e Chiesa, la condanna verso la guerra in Vietnam e la solidarietà con le lotte operaie dell’autunno caldo, gli procurarono la contrarietà della Santa Sede che lo invitò a dimettersi dalla carica di abate il 12 luglio 1973, pochi giorni dopo aver pubblicato la lettera pastorale “La terra è di Dio”. La goccia che fece traboccare il vaso fu l’aperta critica verso le operazioni finanziarie compiute dallo IOR che, nella primavera del 1973, avevano ricevuto la ferma deplorazione del sistema bancario internazionale.

Nel 1974 prese apertamente posizione per la libertà di voto dei cattolici al referendum sul divorzio, definendolo «un bisturi necessario» e sottolineando che il matrimonio non poteva essere un sacramento per i non cattolici. A seguito di forti critiche dalle gerarchie ecclesiastiche e da esponenti politici della Democrazia Cristiana, dom Franzoni fu sospeso “a divinis”. Il 2 agosto 1976, dopo il suo dichiarato appoggio al PCI durante la campagna elettorale, fu dimesso dallo stato clericale.

Continua, da allora, la sua attività di animatore della comunità di San Paolo e del coordinamento nazionale delle comunità cristiane di base, cui affianca una feconda attività di riflessione in campo ecumenico e solidale, anche collaborando con la rivista “Confronti”, da lui fondata nel 1973 con il nome di “Com-Nuovi tempi”. È uno dei protagonisti del dialogo dei cristiani con il mondo marxista e con i movimenti di liberazione in America Latina ed è impegnato nel movimento per la pace, fino alla fondazione dell’associazione “Amicizia Italia-Iraq – L’Iraq agli iracheni” (2003).

Nel 1991 sposa Yukiko Ueno, una giornalista giapponese atea, conosciuta in Nicaragua alla fine degli anni ottanta. Il matrimonio è stato celebrato, con rito civile, presso l’ambasciata italiana a Tokyo.

Autore di numerosi articoli e libri su temi sociali, fra cui: “La morte condivisa. Nuovi contesti per l’eutanasia” (Roma, 2002) e “Eutanasia. Pragmatismo, cultura, legge” (Roma, 2004).

Il 4 febbraio 2009 la stampa nazionale pubblica una sua dichiarazione sul caso di Eluana Englaro: “Se Eluana non percepisce nulla, non si capisce in cosa consista questo suo vivere, se invece dovesse talvolta percepire la propria situazione, si tratterebbe di una orrenda tortura. Nella primitiva storia del cristianesimo il morire era una cosa naturale e un avvicinarsi alla vita eterna. C’è una notevole preoccupazione dei vertici vaticani nei confronti della modernità. La Chiesa ormai, non potendo più contare su una maggioranza reale, punta sulla ‘maggioranza morale’: cioè pretende di pesare di più in base a una presunta superiorità dei propri principi morali. E questo è antidemocratico».

Da allora diviene socio onorario dell’associazione Libera Uscita (alla quale concede in locazione temporanea ad uso ufficio una stanza del suo appartamento sito in Roma, via Magenta 24, int. 15).

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