Posted On 11 gennaio 2018 By In LEGISLAZIONE With 361 Views

LEGGE 22 dicembre 2017, n. 219 – Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018

Con questa Legge si pone la persona ammalata e la sua volontà al centro della medicina. Pochi articoli per tutelare l’inalienabile diritto della persona cosciente o non più tale ad accettare o rifiutare le terapie proposte, così come già scritto a chiare lettere nell’art. 32, secondo comma, della nostra Costituzione. Il primo articolo regola il “Consenso Informato” della persona ancora cosciente. Vi si afferma che abbiamo il diritto, se lo vogliamo, di essere informati sulle nostre condizioni di salute, sugli effetti collaterali delle cure proposte, sulle eventuali terapie alternative, Possiamo rifiutare tutte le terapie anche quelle ritenute “salva vita”, tra cui ventilazione artificiale, nutrizione ed idratazione artificiali. Se accettate possono essere rifiutate in un secondo momento se per noi non più sostenibili.  Se siamo in una condizione di “volontà debole” abbiamo il diritto di indicare una persona di nostra fiducia, Fiduciario, non necessariamente un parente, a cui deleghiamo il compito di esprimere il consenso o  meno alle terapie proposte. Il medico è obbligato a rispettare il nostro eventuale rifiuto e a continuare ad assisterci  alleviando le nostre sofferenze con le adeguate terapie del dolore fino alla sedazione palliativa continua profonda se da noi consentita o consentita dal nostro Fiduciario. Nei casi d’emergenza tutto deve essere fatto per poter operare, per quanto possibile, nel rispetto della volontà della persona.

In previsione di un nostro futuro stato d’incapacità la legge prevede che, se maggiorenni e capaci, possiamo stendere un Testamento Biologico (DAT = disposizioni anticipate di trattamento) e, volendo, possiamo nominare un Fiduciario che ci rappresenti nei rapporti con i sanitari, garante del rispetto delle nostre volontà e nostra voce per quanto eventualmente non da noi previsto nel documento. Il medico è obbligato al rispetto delle DAT. Questo obbligo può venire disatteso in accordo con il Fiduciario alla luce di nuove terapie o di altri elementi che facciano intendere che le direttive non siano nel miglior interesse della persona. Nel caso in cui non vi sia accordo tra medico e fiduciario quest’ultimo può ricorrere al  Giudice tutelare per un giudizio terzo e definitivo. E’ questo ultimo punto un grave limite alla nostra autodeterminazione poiché è certo che l’ultima parola dovrebbe essere quella del nostro Fiduciario, la nostra voce per quando non avremo più voce. E’ un punto che dovrà essere oggetto di un futuro ripensamento da parte del Legislatore.

La legge prevede che le DAT siano redatte per atto pubblico o scrittura privata autenticata, da un notaio o da un pubblico ufficiale, oppure consegnate personalmente dal disponente presso l’ufficio di stato civile (anagrafe) del comune di residenza che provvede all’annotazione in apposito REGISTRO, ove istituito. Possibile comunicare le nostre volontà attraverso videoregistrazioni o altri dispositivi in relazione alle nostre condizioni fisiche. Nessun tributo o tassa è dovuto da parte nostra. Con le medesime forme le Dat sono rinnovabili, modificabili e revocabili.  Il comma 7 poi prevede che le Regioni possano, con proprio atto, regolamentare la raccolta delle DAT e prevedere l’inserimento delle medesime sul FSE  (fascicolo sanitario elettronico)  e sulla cartella clinica. Cosa questa già richiesta alla Regione Emilia-Romagna da una Petizione Popolare recante migliaia di Firme nel 2015.

Importante è anche ricordare l’art.5 “Pianificazione condivisa delle cure” che, facendo riferimento all’art. 1 sul consenso informato, alla luce di “una patologia cronica ed invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta”, prevede una pianificazione  delle cure condivisa tra medico e paziente alla quale il medico e l’équipe sanitaria sono tenuti ad attenersi in caso d’incapacità della persona di esprimere il proprio consenso.

Grande rilevanza riveste per Libera-Uscita Onlus l’art. 6 (Norma transitoria) con sui si riconosce validità ai Testamenti Biologici già depositati presso i Registri Comunali o presso i Notai. La nostra Associazione  dal 2009  ha operato ininterrottamente per far crescere il numero dei Registri comunali dei TB. A Modena, come noto, il Registro, aperto presso l’Ufficio d’Anagrafe di Via Santi dal 2010, ha raccolto centinaia di DAT. In Italia  non meno di 2000 Comuni hanno aperto il loro Registro.

imagesScarica il testo della Legge 22 dicembre 2017 n. 219

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