LA STORIA

STORIA DEI REGISTRI PER I BIOTESTAMENTI – CONSIDERAZIONI

1. Nella primavera 2008, in occasione delle elezioni per il Comune di Roma, un gruppo di associazioni laiche romane, su iniziativa dell’Associazione Culturale Altrevie, lancia la proposta “nuovi servizi sociali per nuovi diritti civili”. Fra tali servizi le associazioni propongono – su proposta di LiberaUscita – anche l’istituzione di un registro comunale per i testamenti biologici. La proposta viene inserita in un appello laico inviato ai candidati alle elezioni del Consiglio Comunale e dei Consigli Municipali. Molti candidati (prevalentemente dell’area del centro-sinistra) aderiscono all’iniziativa e sottoscrivono l’appello che prevede l’impegno, da parte di quanti hanno lo sottoscrivono, a promuovere l’istituzione di nuovi servizi a beneficio dei cittadini;
2. Alla elezione comunali di Roma, come noto, vince il centrodestra; il risultato è che non solo dei registri non se ne parla, ma viene soppressa la Consulta laica istituita dalla precedente Amministrazione e affidata alla delegata del Sindaco Veltroni alla Multiculturalità (Franca Coen);
3. Il 6 novembre 2008 si svolge, organizzato dal X Municipio di Roma, un convegno sul tema: “Ai confini della vita. Il testamento biologico come ultima speranza”. Nell’occasione il sottoscritto, intervenuto in rappresentanza di LiberaUscita nel dibattito cui erano state invitate le Associazioni laiche romane, ricorda la proposta da loro avanzata e chiede ufficialmente al Presidente del X Municipio di istituire il registro per i nuovi diritti civili, affinché i cittadini possano depositare – previa autenticazione delle loro firme – le dichiarazioni di volontà per la fine della loro vita ed altre disposizioni connesse, quali la donazione di organi, la cremazione, le esequie laiche, etc.
4. La proposta viene valutata positivamente dal Presidente Sandro Medici e dalla delegata ai servizi sociali, Mina Welby, i quali ottengono dal Consiglio del Municipio una delega unanime alla Giunta per favorire ed estendere i diritti civili nel X Municipio;
5. In data 14 novembre 2008 LiberaUscita ringrazia il Presidente Sandro Medici e la delegata Mina Welby – oggi socia onoraria di LiberaUscita – per aver accolto la proposta, scrivendo: “Siamo sicuri che l’esempio del X Municipio di Roma sarà seguito nel tempo dagli altri Municipi e da tutti i Comuni italiani. Ovviamente ciò avverrà gradualmente, a seconda delle singole sensibilità politiche, ma sarà un processo inarrestabile. E al suo termine questo Paese sarà un pò più civile”;
6. Sulla base della delega ricevuta, in data 15 dicembre 2008 il Presidente sottopone al Consiglio la proposta della Giunta di istituire il registro. Il Consiglio non approva la proposta per il voto contrario espresso da due consiglieri di maggioranza, ma non approva neppure la mozione presentata dalla minoranza finalizzata a respingerla;
7. In data 31 marzo 2009 la Giunta unanime approva ugualmente, sulla base della delega generale in precedenza ricevuta, l’istituzione del registro per il testamento biologico;
8. Le modalità concrete sono le seguenti:
• Possono depositare le loro volontà tutti i cittadini romani;
• Il deposito avviene previo appuntamento, anche telefonico;
• Il dichiarante può sottoscrivere la dichiarazione predisposta dal Municipio, che rende obbligatoria la nomina del fiduciario e consente soltanto di chiedere, in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante, in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione; di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico né ad idratazione ed alimentazione forzate e artificiali.
• Le dichiarazioni firmate dal testatore e dal fiduciario sono autenticate e archiviate;
• Ai sottoscrittori viene rilasciata una semplice ricevuta con data e timbro.
9. Nel marzo 2009 la decisione del X Municipio viene pubblicizzata sulla stampa, e da quel momento inizia la diffusione dei registri a livello territoriale;
10. In data 8 maggio 2009 anche il Consiglio dell’XI Municipio di Roma approva a maggioranza l’istituzione del registro, e in data 21 maggio 2009 la Giunta approva all’unanimità la delibera che rende operativo il registro:
11. Le modalità concrete differiscono da quelle del X Municipio in quanto:
• Potevano inizialmente depositare le loro volontà soltanto i residenti nel territorio del Municipio. Solo successivamente, con apposita deliberazione, il deposito è stato esteso a tutti i cittadini romani;
• I sottoscrittori possono dichiarare le loro volontà anche per quanto concerne altri aspetti della fine vita (forme delle esequie, assistenza religiosa o meno, donazione di organi);
• Al depositante viene rilasciata copia vidimata e datata delle sue dichiarazioni.
12. A seguito delle suddette iniziative e dell’interesse suscitato tramite stampa, anche altri Comuni italiani cominciano a muoversi;
13. Ad oggi (26 settembre 2010), da una rilevazione condotta da LiberaUscita in base alle sue informazioni, alle notizie pubblicate da altre associazioni (in particolare Luca Coscioni) e dalla stampa, il registro è stato istituito in: 3 Province, 4 Comuni capoluogo di regione, 13 Comuni capoluogo di Provincia e 62 Comuni, oltre ai Municipi X e XI di Roma. In molti altri Comuni sono in atto le procedure per attivarli (raccolte di firme di iniziativa popolare, mozioni consiliari, ecc.). La regione di maggiore diffusione dei registri è l’Emilia Romagna, mentre in Val d’Aosta, Molise e Sicilia ancora non risultano esistenti. Il tutto come riportato analiticamente, regione per regione, nell’elenco allegato.

CONSIDERAZIONI SULLE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEI REGISTRI

Tutto ciò premesso, dobbiamo però costatare che se il processo è partito, le modalità di attuazione sono difformi fra loro e complessivamente carenti.
Ad avviso di LiberaUscita, le dichiarazioni depositate presso un ufficio pubblico dovrebbero avere queste caratteristiche:
a) essere di facile accesso, nel senso che l’ufficio ove si depositano le dichiarazioni deve essere di prossimità dell’interessato. Ne discende che è preferibile attivare il Registro presso i Comuni (o Municipi) piuttosto che presso le Province;
b) essere gratuite, tranne il bollo di 0,26 centesimi previsto per tutte le autentiche delle autodichiarazioni di atto notorio (non sembra esistano problemi in tal senso);
c) essere flessibili e personalizzate, nel senso che non sono concepibili dichiarazioni di volontà pre-definite e che impongano la nomina del fiduciario, in quanto le situazioni personali sono infinite e diverse tra loro;
d) essere rintracciabili in caso di necessità. A tal fine è necessario che gli estremi delle dichiarazioni vengano registrate in via informatica per essere poi trasmesse ad un Registro Nazionale al quale i sanitari delle strutture pubbliche, in caso di ricoveri di persone incapaci di esprimersi e senza alcuna dichiarazione scritta di volontà, possano rivolgersi per sapere se il paziente ha lasciato le sue dichiarazioni anticipate di volontà e dove. (Si ricorda, a tal proposito, che tale soluzione era stata inserita dal sen Adriano Musi, socio onorario di LiberaUscita, nella proposta di legge n° 800 d lui presentata in Senato in data 18 giugno 2008);
d) essere in possesso anche del paziente, al quale va rilasciata copia integrale delle sue dichiarazioni autenticate e non una semplice ricevuta;
e) essere complete, nel senso che debbono prevedere la possibilità di disporre anche in ordine ad altre evenienze connesse al fine della vita (assistenza religiosa, forme del funerale, cremazione, dispersione delle ceneri, donazione di organi). Inoltre il testatore dovrebbe poter dichiarare se, nella eventualità che venisse depenalizzata l’eutanasia, intende o meno avvalersene;
f) non avere scadenza, fermo restando la possibilità del testatore di annullare o modificare le sue disposizioni in qualsiasi momento;
Infine l’occasione del registro potrebbe essere utilizzata non soltanto per le evenienze di fine vita, ad esempio per le dichiarazione di convivenza civile (PACS). Per tale motivo LiberaUscita preferisce denominarlo “registro delle bio-card”, anziché dei “biotestamenti”.

Giampietro Sestini
Segretario LiberaUscita
Associazione nazionale laica e apartitica per il diritto di morire con dignità
26 settembre 2010