Tre medici belgi accusati di eutanasia ASSOLTI il 30 Gennaio 2020!

Tre medici belgi sotto accusa per aver accolto domanda di eutanasia di una giovane affetta da patologia psichiatrica. ASSOLTI il 30 Gennaio 2020!

Di seguito la vicenda che ha scosso il Belgio e non solo. I tre medici, che hanno aiutato questa giovane donna sofferente in modo non contenibile per cui ripetutamente aveva tentato di suicidarsi, portati in tribunale dalla famiglia della giovane rischiavano l’ergastolo.

L’assoluzione riveste un’importanza fondamentale. Va da sé che se si fosse arrivati ad una condanna la possibilità del ricorso all’eutanasia per malati psichiatrici avrebbe avuto una decisa battuta d’arresto. Quali medici avrebbero osato accogliere richieste in tal senso? Ma non solo, le conseguenze avrebbero potuto estendersi all’intero impianto della Legge del 2002 che, nel tempo, si è aperta alla possibilità dell’eutanasia per minori e, appunto, per malati psichiatrici.

Ecco, in ordine di data la storia di Tine Nijs.

Natale 2009. Tine Nijs, 38 anni, maggiore di 4 figli (2 sorelle e un fratello) chiede per se l’eutanasia. Soffre da anni di disturbi psichiatrici. E’ decisa e ripete la richiesta. Il medico curante segue la procedura legale: chiede il parere di un altro medico indipendente e una psichiatra e rispetta il tempo di attesa di un mese richiesto tra la domanda e la messa in opera.

27/4/2010. Si svolge l’eutanasia di Tine, alla presenza delle due sorelle e dei genitori.

Giugno 2010. Il medico curante invia la dichiarazione obbligatoria alla Commissione di controllo federale relativa all’eutanasia con 51 giorni di ritardo. E’ una negligenza ma la Commissione accetta la dichiarazione.

5/10/2011. La sorella Sophie si costituisce parte lesa: accusa il medico curante e gli altri due medici coinvolti di non aver rispettato la legge del 28 maggio 2002 sull’eutanasia. Alla fine dell’istruttoria, la procura di Dendermonde redige una requisitoria di non luogo a procedere. La Camera del Consiglio segue questo parere e pronuncia il non luogo il 20 dicembre 2016. La parte civile presenta ricorso il 2 gennaio 2017.

22/11/2018. La camera delle messe in accusa decide di rinviare i tre medici davanti alla Corte d’assise di Gand (il capoluogo della fiandra orientale, Belgio) con l’accusa di avvelenamento (art. 397cp.) che prevede la condanna all’ergastolo.

24/12/2018. L’avvocato della parte civile, Me Keuleneer, sospetto di conflitto d’interesse in questo processo, viene costretto ad abbandonare la difesa degli interessi dei suoi clienti nel mezzo del processo. La misura è eccezionale. Si basa sulla constatazione, stabilita dalla difesa dell’imputato, che Me Keuleneer era seduto nel 2010 come sostituto (senza diritto a votazione) presso la Commissione federale di controllo e valutazione dell’eutanasia chiamata a pronunciarsi sul caso di Tine.

30/01/2020. Il Tribunale di Gand assolve i medici imputati.

Fonte: l’articolo dell’avv. J. Herremans, presidente dell’ADMD belga, pubblicato sul Quotidien du médecin del 21 gennaio 2020.

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