Arriva la notizia che chi riceve l’Assegno di Inclusione si aspettava: le novità più importanti per l’INPS nel 2026 saranno queste.
Il 2026 si apre con un calendario tutto nuovo per chi riceve pagamenti periodici dall’Inps. Le novità riguardano date e modalità che fino a pochi giorni fa erano avvolte nel dubbio: dalle pensioni all’Assegno unico universale, ogni trasferimento ha ora una cadenza precisa, pronta per essere consultata dai cittadini. Ma tra le conferme e le piccole sorprese, una misura in particolare subirà cambiamenti che potrebbero interessare moltissime famiglie italiane.

Il riferimento è chiaramente all’Assegno di Inclusione, la misura che negli ultimi anni ha supportato le famiglie in difficoltà, garantendo un aiuto concreto mensile. Nel 2026, ci saranno anche delle novità importanti da questo punto di vista, ma gli utenti non devono preoccuparsi, al momento il contributo è al sicuro e non dovrebbe essere scalfito da scelte del governo.
Rinnovi senza limiti e addio al bonus: cosa cambia davvero nell’Assegno di inclusione
A partire da quest’anno, la possibilità di rinnovare alcune prestazioni non sarà più limitata a un’unica richiesta: chi ne ha diritto potrà richiederle tutte le volte che lo ritiene necessario. Si tratta di un cambiamento introdotto dalla legge di Bilancio, che però arriva insieme a due novità importanti: la sospensione del bonus di 500 euro, pensato per coprire i mesi tra un ciclo di erogazione e l’altro, e una riduzione della prima mensilità successiva al rinnovo, che sarà dimezzata.

Per il resto, tutto resterà invariato, ma intanto l’Inps ha reso noto il calendario dei pagamenti dell’Assegno di Inclusione tramite il messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026. La regola è semplice: due date fisse ogni mese. Il primo pagamento coincide con la consegna della Carta di Inclusione e include eventuali arretrati, mentre il secondo è dedicato ai rinnovi per chi già percepisce la prestazione, sempre previa verifica dei requisiti.
Le date ufficiali del 2026: due appuntamenti fissi al mese, quando viene pagato il contributo
Le date subiscono solo un’eccezione: quando il 15 o il 27 cadono di domenica, l’Inps anticipa il pagamento, garantendo così la continuità del servizio. Gennaio ha già mostrato come funziona il meccanismo: la prima tranche è stata erogata il 15, mentre la ricarica mensile è prevista per il 27. Per il resto dell’anno, il calendario rimane strutturato ma flessibile, pronto ad anticipazioni in caso di giorni non bancabili.

Anche se l’importo non subirà alcuna rivalutazione legata all’inflazione, conoscere con precisione le date è fondamentale per pianificare le spese e gestire il proprio bilancio familiare. Con queste informazioni ufficiali, l’Inps chiude finalmente il mistero e offre ai beneficiari la certezza di quando arriveranno i soldi.





