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Cambia l’elenco delle patologie con legge 104, la nuova circolare Inps

Cosa cambia con la nuova circolare INPS riguardo le patologie che rientrano nella legge 104: ecco tutte le novità da conoscere per non commettere errori.

C’è una trasformazione che non fa rumore, non occupa i titoli di apertura eppure riscrive procedure, diritti e tempi di risposta per migliaia di persone. Una riforma che prende forma gradualmente, attraverso circolari, decreti e sperimentazioni territoriali, e che promette di semplificare ciò che per anni è stato frammentato.

Cambia l’elenco delle patologie con legge 104, la nuova circolare Inps Associazioneliberauscita.it

I segnali sono già visibili. Nuovi strumenti, nuovi criteri, un unico soggetto chiamato a decidere. Ma solo osservando i dettagli si capisce davvero la portata del cambiamento. Il primo indizio è il superamento di un sistema fatto di accertamenti separati, visite ripetute e valutazioni non sempre coerenti tra loro. Il legislatore ha scelto di cambiare approccio: non più singoli riconoscimenti scollegati, ma un procedimento unitario, costruito attorno alla persona e non alla singola patologia.

Legge 104, con la nuova circolare l’INPS chiarisce quali sono le patologie che rientrano in questa categoria

Il cuore di questo nuovo modello è una valutazione multidisciplinare, svolta in un’unica sede e secondo criteri internazionali. Un processo che non guarda solo alla diagnosi clinica, ma al funzionamento complessivo della persona nella vita quotidiana. È qui che entra in scena uno strumento finora poco conosciuto dal grande pubblico.

Legge 104, con la nuova circolare l’INPS chiarisce quali sono le patologie che rientrano in questa categoria Associazioneliberauscita.it

Nel corso della valutazione viene somministrato il questionario WHODAS, sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non si tratta di un semplice modulo, ma di una rilevazione strutturata della disabilità autopercepita, basata sulla classificazione ICF. Il questionario analizza sei aree fondamentali della vita, osservando il livello di funzionamento negli ultimi trenta giorni:

  • attività cognitive
  • mobilità
  • cura di sé
  • relazioni interpersonali
  • attività della vita quotidiana
  • partecipazione sociale

La riforma dell’accertamento della disabilità: cosa cambia davvero

Con il Decreto Legislativo n. 62 del 2024 e la circolare INPS n. 766/2025, l’Italia ha avviato una riforma profonda dell’accertamento della disabilità. Dal nuovo sistema dipenderanno non solo il riconoscimento della condizione di disabilità, ma anche:

  • invalidità civile, cecità e sordità;
  • inclusione scolastica in età evolutiva;
  • accesso al collocamento mirato;
  • assistenza protesica, sanitaria e riabilitativa;
  • individuazione della non autosufficienza e della disabilità gravissima;
  • agevolazioni fiscali e benefici legati alla mobilità.

Dal 1° gennaio 2027, a regime, l’INPS sarà l’unico ente competente per la valutazione di base, che avverrà con una sola visita collegiale.

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La lunga fase di prova: territori e patologie coinvolte

Prima dell’entrata in vigore definitiva, la riforma è stata accompagnata da una sperimentazione graduale. Nel 2025 il nuovo sistema è stato testato in alcune province pilota e inizialmente limitato a poche patologie, tra cui disturbi dello spettro autistico, diabete di tipo 2 e sclerosi multipla.

Successivamente, il legislatore ha ampliato il perimetro:

  • le province coinvolte sono salite a 20, con un avvio differenziato nel tempo;
  • sono state incluse anche artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie e malattie oncologiche;
  • l’entrata in vigore della riforma è stata rinviata al 1° gennaio 2027, estendendo la sperimentazione fino a fine 2026.

Nel frattempo, però, una novità è già operativa.

Il nuovo procedimento parte da un elemento chiave: il certificato medico introduttivo telematico. Questo documento diventa l’unica porta d’accesso alla valutazione della disabilità. Già dal 1° gennaio 2025 (e dal 30 settembre nelle province aggiunte successivamente), le domande devono essere avviate esclusivamente attraverso questo nuovo certificato, segnando di fatto l’abbandono delle vecchie modalità.

Il progetto di vita resta un diritto

Infine, un chiarimento importante: chi possiede già una certificazione ai sensi della legge 104/1992, rilasciata prima del 1° gennaio 2027, non perde alcun diritto. Anche senza la nuova valutazione di base, resta possibile richiedere il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

Un tassello fondamentale di una riforma che promette semplificazione, ma che ridisegna profondamente il modo in cui la disabilità viene riconosciuta e accompagnata nel tempo.

Maria Petrillo

Classe 1985, moglie e mamma a tempo pieno, amo la mia vita in tutte le sue sfaccettature. Ho unito le mie passioni e le ho fatte diventare un lavoro. Mi piace spaziare tra gli argomenti, sperimentare e imparare continuamente cose nuove mettendo nero su bianco tutto quello che mi viene in mente. Conquisterò anche voi?

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