Nel corso della valutazione viene somministrato il questionario WHODAS, sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non si tratta di un semplice modulo, ma di una rilevazione strutturata della disabilità autopercepita, basata sulla classificazione ICF. Il questionario analizza sei aree fondamentali della vita, osservando il livello di funzionamento negli ultimi trenta giorni:
- attività cognitive
- mobilità
- cura di sé
- relazioni interpersonali
- attività della vita quotidiana
- partecipazione sociale
La riforma dell’accertamento della disabilità: cosa cambia davvero
Con il Decreto Legislativo n. 62 del 2024 e la circolare INPS n. 766/2025, l’Italia ha avviato una riforma profonda dell’accertamento della disabilità. Dal nuovo sistema dipenderanno non solo il riconoscimento della condizione di disabilità, ma anche:
- invalidità civile, cecità e sordità;
- inclusione scolastica in età evolutiva;
- accesso al collocamento mirato;
- assistenza protesica, sanitaria e riabilitativa;
- individuazione della non autosufficienza e della disabilità gravissima;
- agevolazioni fiscali e benefici legati alla mobilità.
Dal 1° gennaio 2027, a regime, l’INPS sarà l’unico ente competente per la valutazione di base, che avverrà con una sola visita collegiale.
La lunga fase di prova: territori e patologie coinvolte
Prima dell’entrata in vigore definitiva, la riforma è stata accompagnata da una sperimentazione graduale. Nel 2025 il nuovo sistema è stato testato in alcune province pilota e inizialmente limitato a poche patologie, tra cui disturbi dello spettro autistico, diabete di tipo 2 e sclerosi multipla.
Successivamente, il legislatore ha ampliato il perimetro:
- le province coinvolte sono salite a 20, con un avvio differenziato nel tempo;
- sono state incluse anche artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie e malattie oncologiche;
- l’entrata in vigore della riforma è stata rinviata al 1° gennaio 2027, estendendo la sperimentazione fino a fine 2026.
Nel frattempo, però, una novità è già operativa.
Il nuovo procedimento parte da un elemento chiave: il certificato medico introduttivo telematico. Questo documento diventa l’unica porta d’accesso alla valutazione della disabilità. Già dal 1° gennaio 2025 (e dal 30 settembre nelle province aggiunte successivamente), le domande devono essere avviate esclusivamente attraverso questo nuovo certificato, segnando di fatto l’abbandono delle vecchie modalità.
Il progetto di vita resta un diritto
Infine, un chiarimento importante: chi possiede già una certificazione ai sensi della legge 104/1992, rilasciata prima del 1° gennaio 2027, non perde alcun diritto. Anche senza la nuova valutazione di base, resta possibile richiedere il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.
Un tassello fondamentale di una riforma che promette semplificazione, ma che ridisegna profondamente il modo in cui la disabilità viene riconosciuta e accompagnata nel tempo.