Il parcheggio sotto le finestre del condomino è consentito oppure no: facciamo chiarezza su questo dettaglio non di poco conto.
C’è un fastidio quotidiano che molti imparano a sopportare senza fare domande. Un rumore che si ripete, un odore che entra in casa, una presenza costante sotto le finestre che sembra innocua ma che, giorno dopo giorno, diventa insopportabile. All’inizio ci si convince che sia normale, che non ci sia nulla da fare. E invece no.
La vita in condominio è fatta di equilibri fragili e confini invisibili. Spesso non ci accorgiamo di quanto questi confini vengano superati finché non iniziano a intaccare la nostra tranquillità. È proprio in quel momento che nasce il dubbio: esiste un limite oltre il quale non si è più obbligati a tollerare?
Non tutto ciò che accade negli spazi comuni è automaticamente lecito. La legge parla chiaro quando afferma che ogni proprietario ha diritto a godere della propria abitazione senza subire disturbi che superino la cosiddetta “normale tollerabilità”. Un concetto apparentemente vago, ma che nel tempo è stato definito in modo molto concreto dai tribunali.
Odori persistenti, rumori continui, fumi che penetrano nelle stanze: non sono semplici disagi, ma elementi che possono trasformarsi in una vera e propria lesione del diritto al quieto vivere. Il punto centrale è che l’uso delle parti comuni non può mai tradursi in un danno per gli altri condomini. E questo vale anche quando chi disturba è convinto di essere nel giusto.
Facciamo chiarezza su un punto molto importante e che davvero tanti non conoscono: il parcheggio sotto le finestre di un altro condomino non è sempre consentito. Non basta che lo spazio sia comune perché chiunque possa utilizzarlo senza limiti. Se la sosta dei veicoli provoca immissioni di gas di scarico, rumori ripetuti o impedisce il normale utilizzo dell’abitazione sovrastante, la situazione cambia radicalmente.
La giurisprudenza ha chiarito che il cortile o l’area comune non possono essere usati in modo tale da compromettere il diritto degli altri a vivere serenamente in casa propria. Inoltre, l’assemblea condominiale ha il potere di intervenire stabilendo regole precise sull’uso degli spazi, fino ad arrivare al divieto di parcheggio in determinate zone, soprattutto quando queste si trovano a ridosso delle finestre o dei balconi.
Questo significa che non è necessario rassegnarsi né ricorrere a soluzioni improvvisate. Se il parcheggio sotto casa crea un disagio concreto e continuo, esistono strumenti legali per farlo cessare, partendo dal regolamento condominiale fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’intervento del giudice.
Alla fine, il punto non è l’auto in sé, ma il rispetto di un principio fondamentale: nessuno può usare uno spazio comune a scapito della salute, della quiete e della dignità abitativa degli altri. E sapere questo, spesso, è già il primo passo per tornare a respirare davvero, anche con le finestre aperte