Il testamento biologico e la nutrizione artificiale (Ivrea – 2 GIUGNO 2015 )

Legiferare sull’EFFIMERO. Il testamento biologico e la nutrizione artificiale. Quali possibilità tra vita e morte?

In occasione della Festa della Repubblica Italiana ha luogo la terza tavola rotonda di EFFIMERIA dedicata al tema dei diritti nel fine vita. Ci si concentrerà, sulla possibilità e sulla legittimità o meno del nutrimento artificiale in particolari condizioni di fine vita. L’introduzione del dibattito è affidata a Mario Riccio, affermato medico anestesista e rianimatore, componente del Consiglio Direttivo della Consulta di Bioetica di Milano, componente del Consiglio Generale dell’Associazione “Luca Coscioni” di Roma, protagonista nella vicenda Welby, e a Giusi Venuti, dottore di ricerca in Scienze Cognitive, specializzata in Bioetica, in Etica applicata e sul tema dell’empatia nella relazione medico-paziente; ideatrice di un progetto di ricerca filosofico-teatrale (Il sapere del corpo); lavora con Infine Onlus. Se l’avanzamento del sapere e della prassi medica occidentale hanno comportato un complessivo miglioramento delle condizioni di salute dell’uomo, allo stesso tempo però, esse hanno causato l’ospedalizzazione del malato e della morte, il crearsi di un confine sempre meno netto tra vita e morte, l’insorgere di tutto un ventaglio di situazioni in cui è necessario prendere delle decisioni, fare delle scelte, affrontare dei dilemmi morali, rispetto a questioni un tempo scontate. L’incontro, moderato da Sophie Brunodet, filosofa e referente culturale di Biloura, prevede anche una performance del collettivo e il libero scambio di opinioni con il pubblico.

Ivrea – 2 GIUGNO 2015 (dalle 14:30 alle 17:00) –

Cooperativa ZAC! Zone Attive di Cittadinanza Onlus

IVREA, via Dora Baltea 40/b

(L’ingresso è libero)

Evento facente parte del programma OFF de La grande Invasione, Festival della Lettura

 

BILOURA

Intercultural Theatre Collective
in collaborazione con: Polo Formativo e di Ricerca OFFICINA H Centro Etnologico Canavesano chef Giovanni Allegro Narravita
e con il supporto di: Comune di Alice Superiore Comune di Candia Canavese Comune di Torre Canavese Comune di Agliè Comune di Rivarolo Castello di Moncrivello Lo ZAC! AEG NOVACOOP Compagnia teatrale amatoriale “Lo Zodiaco” di Caluso Ristorante Santa Marta di Mazzè
presenta

EFFIMERIA
un progetto culturale e artistico a cura di BILOURA da un’idea di Franco Niren Voltolini

 

IL PROGETTO: EFFIMERIA
EFFIMERIA è un progetto artistico e culturale che si snoda su 6 mesi di ricerca, dibattito, creazione teatrale, esperimenti culinari e spettacoli. Sono previste: • una produzione teatrale interculturale (6 artisti di 4 diverse nazionalità), coordinata dalle attrici Silvia Ribero e Angie Rottensteiner, che probabilmente uscirà in prima assoluta in beneficenza all’Hospice di Salerano, le repliche previste (a entrata libera) sono per ora una decina, in autunno 2015, nei Comuni che sostengono il progetto; • quattro tavole rotonde, coordinate dalla filosofa Sophie Brunodet, con relatori di competenze riconosciute, provenienti da tutta Italia; • un’installazione artistica itinerante, a cura dell’artista Luca Zurzolo; • una giornata di educazione all’alimentazione condotta da Giovanni Allegro (eporediese, Chef Centro Tumori di Milano).
L’obiettivo primario di EFFIMERIA è aprire uno spazio che al momento non c’è. Uno spazio di riflessione sul tema della morte che possa dialogare attraverso più di un linguaggio (parola, arte, cibo), in più di un momento (gli eventi sono diffusi nell’arco di 6 mesi), in più di un luogo (gli eventi sono diffusi in Canavese). Per dare voce, senza dare lezioni, a un bisogno vero, reale, riscontrabile; un’urgenza trasversale a ceti sociali, religioni, generi, etnie, età. E cioè il bisogno di esprimere e di elaborare le esperienze umane intorno alla morte giacché le alternative alla condivisione sono l’isolamento, il dolore, la disperazione che, infatti, sono all’ordine del giorno. EFFIMERIA vuole riflettere con grazia, con ironia, con poesia, magari con leggerezza e con tutti gli altri colori che sono utili a liberare la morte dalla sfera oscura dello spaventoso tabù.     Riteniamo che BILOURA costituisca di per sé e con questo progetto un’unicità nel panorama canavesano: gli artisti sono giovani (under 35) e vengono da ogni parte del mondo, molte sono donne, il tema è urgente e le modalità sono innovative, le direttrici artistiche del progetto hanno recitato a Parigi e al Festival d’Avignon IN la scorsa estate e, per la loro età, è davvero un importante riconoscimento. Infine riteniamo che EFFIMERIA sia un progetto che abbraccia di fatto il territorio, lo fa in modo capillare e lo farà sempre di più.

 

IL COLLETTIVO: BILOURA
BILOURA è un collettivo multiforme che ha cominciato la sua attività nel 2013 in seno all’Associazione Culturale Bilou (nata nel 2008 in Valchiusella). Dopo un primo progetto sperimentale – Il Dream Project – durato 8 mesi, che ha portato gli artisti in giro per l’Italia, la Francia, la Svizzera e la Spagna, ne è seguito uno di alta formazione artistica, duratone altri 4, presso la “Residence et Festival Artistique Andrei Tarkovski”, dove gli artisti hanno potuto lavorare con Maestri internazionali provenienti da Russia, India, Polonia e Francia.
In generale, BILOURA lavora in maniera interculturale, interdisciplinare ed etica. Ciò significa che attingiamo al materiale tradizionale delle culture presenti in collettivo e le confrontiamo nell’azione scenica; pratichiamo un teatro che lavora con l’arte visiva e la filosofia; utilizziamo materiali di recupero per le nostre scenografie e costumi, prediligiamo gli spettacoli in luce naturale e assenza di amplificazione per contenere il nostro impatto ambientale; remuneriamo dignitosamente il lavoro. Tutte queste caratteristiche ci sono peculiari e sono i pilastri del nostro lavoro.
Gli obiettivi di BILOURA in Canavese sono: • creare lavoro sul territorio, per il territorio e con il territorio; • far conoscere  il territorio  a quanti  non vi risiedono, attraendo pubblico e professionisti, e “portarlo con noi” in tournée quando lavoriamo all’estero; • lavorare con le tradizioni, con i loro significati profondi, in una contemporaneità che è spesso spietata nei confronti della storia e della saggezza popolare; • valorizzare le differenze come ricchezza per la società.

 

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