Art. 32 della Costituzione

– Al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

– Al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano

– Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e p.c.

– Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi Loro mail

 

Spett.li Ministri, Vi scrivo in rappresentanza di LiberaUscita, associazione nazionale laica e apartitica per il diritto di morire con dignità, per sottoporvi una questione di vs. competenza e che riteniamo riguardi l’ordinamento democratico del nostro Paese. Nel marzo 2009 la Giunta del X Municipio di Roma (ora VII), su proposta avanzata dalla scrivente associazione, ha approvato l’istituzione presso il Municipio stesso del Registro dei testamenti biologici, con cui i cittadini romani possono dichiarare a quali trattamenti sanitari (DAT) vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e di volere. Ciò nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione italiana (Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge). Nel novembre 2010 i Ministri della Salute (Fazio), del Lavoro e politiche sociali (Sacconi) e degli Interni (Maroni), nell’intento di bloccarne la diffusione hanno diramato una circolare a loro firma a tutti i Comuni affermando che i registri “sono in realtà assolutamente inefficaci, ovvero privi di qualunque efficacia giuridica”, che “rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino” e che sono pertanto “un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore”. Trattasi di affermazioni totalmente infondate, in quanto i registri si limitano ad acquisire normali “dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, rese dall’interessato in merito a stati, fatti e qualità personali non compresi nell’elencazione dell’autocertificazione”, compiti che rientrano nella attività quotidiana dei Comuni, non comportano l’uso distorto di risorse, non modificano certo le norme del codice civile o penale ed anzi costituiscono l’applicazione di una norma costituzionale (art. 32). Oggi sono centinaia i Comuni che, nonostante la predetta circolare, hanno provveduto all’istituzione del registro, fra cui anche il Comune di Roma Capitale. La regione Friuli Venezia Giulia ha approvato recentemente il registro regionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, valide anche per la donazione di organi, il cui contenuto potrà essere inserito nella tessera sanitaria personale, e contestualmente ha emanato un regolamento teso a uniformare sull’intero territorio regionale la raccolta e il contenuto delle DAT. Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una mozione per inserire nella Carta Sanitaria Elettronica, in dotazione a tutti i cittadini toscani, anche le disposizioni anticipate di fine vita nonché quelle per la donazione di organi. Ciò premesso, vi chiediamo cortesemente di voler dichiarare decaduta la circolare dei precedenti Ministri e, con l’occasione, di voler emanare un regolamento uniforme per l’intero territorio nazionale per la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamenti sanitari e delle altre disposizioni connesse al fine vita, onde poterle poi inserire sul cosiddetto “fascicolo sanitario elettronico” in via di elaborazione, in modo che il suo contenuto sia chiaro e omogeneo per tutti e ovunque. Distinti saluti. Prof. Maria Laura Cattinari Presidente di LiberaUscita Associazione nazionale laica e apartitica per il diritto di morire con dignità

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