IOSTOCONMAX, 25 novembre 2015 – Libera Uscita a Montecitorio per discutere del caso Max Fanelli con Stefano Rodotà, nostro Socio Onorario

All’incontro, organizzato da Iostoconmax (http://iostoconmax.tumblr.com), in collegamento audio-video con Max Fanelli e alla presenza di diversi parlamentari, la nostra delegazione ha fatto presente la posizione dell’Associazione sul fine-vita. Il coraggio di Max, ammalato di SLA allo stadio terminale, riporta il diritto di morire e di scegliere come morire nelle stanze del Parlamento. Il suo caso, però, è soltanto la punta di un iceberg. In Italia si continua a morire molto male, sopportando sofferenze spesso frutto di terapie non volute, senza rispetto per la libertà e dignità della persona. IL rischio di essere sottoposti a trattamenti non voluti e inutili, quello che Rodotà ha definito il “dono terribile della tecnologia”, in contrapposizione al “dono della vita”, non riguarda purtroppo soltanto i malati di SLA, ma in generale tutti coloro che vengono ricoverati in condizioni terminali. Per cui, il diritto all’autodeterminazione terapeutica, già riconosciuto dal nostro ordinamento e sancito dalla Costituzione, ha bisogno di essere “assisitito” e di venire attuato nella normalità dei contesti di cura. Ciò di cui il Paese ha bisogno, non è il riconoscimento del diritto a non curarsi o a scegliere di morire che, come dice Rodotà, già c’è, ma degli strumenti concreti, legislativi e amministrativi, per renderlo operativo.

Ascolta l’intervento di Stefano Rodotà: https://www.youtube.com/watch?v=7F9RanidbAU

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