Cinzia Vaccari “Il campo dei piscialetto (il diritto di morire)”

presentato giorni fa a Napoli il libro di Cinzia Vaccari “Il campo dei piscialetto (il diritto di morire)”, romanzo in cui una ragazza tetraplegica “si guarda vivere”, paralizzata in uno scomodo letto, senza avere la possibilità di decidere quando “uscire di scena”.
Al convegno, insieme all’autrice, erano presenti l’assessore alla cultura del Comune di Napoli e un ospite d’eccezione : Beppino Englaro.
La sala del teatro-laboratorio ospitante, in periferia di Napoli, era piena, con presenza di numerosi giovani, partecipi e preparati sull’argomento.
Beppino Englaro ha ripercorso con commozione la storia della figlia e delle traversie che per lunghi anni egli ha dovuto sopportare, sin dal 1999, per ottenere per via giudiziaria la sospensione dell’alimentazione artificiale e delle terapie cui era sottoposta la figlia, ricordando come a supporto della richiesta ci siano state diverse testimonianze volte a dimostrare l’inconciliabilità dello stato in cui Eluana si trovava – e del trattamento di sostegno forzato cui era sottoposta – con le precedenti convinzioni di Eluana stessa sulla vita e sulla dignità individuale.
Il discorso di Beppino Englaro, applauditissimo, è stato “infiorettato” da sue varie dotte citazioni (“un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema” , Joseph Pulitzer), e personali convinzioni (“ci sono casi in cui non è la speranza l’ultima a morire, ma morire è l’unica speranza”, “ no all’abbandono terapeutico, ma no all’accanimento terapeutico”, “permettetemi di trovare la dignità nella morte” e così via). Vari interventi del pubblico, tra i quali il mio, nel corso del quale ho fornito la notizia della esistenza presso il comune di Napoli, da tempo, del “Registro dei Testamenti Biologici”.
(nella istantanea: il sottoscritto, Beppino Englaro, G.Nobile della Consulta Napoletana e l’assessore Daniele)

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1 Responses

  1. Grazie Francesco Porcellati per questa interessante Relazione.
    Maria Laura

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