TUTTO BENE, SIGNORA

La Chelli la guardava stralunata. Era una scena un po’ eccessiva per una endoscopia. “Non era un intervento…” specificò subito, come a dire che lei non tagliava. “Ma si, l’ho eseguito io ed è andato tutto molto bene, signora”, disse la Chelli vedendo lo stato d’animo alterato. “Grazie infinite, dottoressa, temevamo…” (§2, p.22).

Ecco il romanzo che parte, sgommando, con i principali attori già in campo: l’ingegner Tiberio, middle class milanese, al quale l’endoscopista- chirurgo repressa Barbara Chelli ha appena scoperto un cancro gastrico avanzato e la professoressa Sabrina, moglie di Tiberio, alla quale viene nascosto l’essenziale. Un romanzo assai ben costruito, con tanti episodi diversi rinchiusi all’interno dello stesso romanzo: il viaggio della coppia nel profondo nord, a Tromso, da tempo agognato da Sabrina, le deliranti disavventure tragiche del figlio Tommaso durante il viaggio dei genitori, la ricerca di una soluzione di morte medicalmente assistita in Svizzera per Tiberio. Poi un confronto coraggioso con la morale cristiana nelle conversazioni di Tiberio con frati e suore della chiesa cattolica. Infine, per gli amanti della vertigine, alcune allusioni erotiche sulla movida milanese e qualche sterzata mozzafiato.
Per un libro d’esordio, un romanzo da maestro.
Vi è tuttavia una cosa che non convince e che fa la differenza tra il maestro e l’esordiente. L’autore, che di professione fa lo psichiatra a tempo pieno nella sanità pubblica, non pare avere una conoscenza diretta, vissuta, viscerale della realtà che descrive. Balzac, senz’aver vissuto come Rastignac o Goriot, non sarebbe stato il genio della Comédie humaine. Ricordate il: “Rastignac, c’est moi?” Nella formazione di Francesco Bricolo, c’è troppa informazione acquisita su internet e troppo poca verità vissuta. Gli manca di potere gridare: “Barbara Chelli, sono Io!.
Certo il nostro autore rimedierà. Aspettiamo con interesse, ansia e fiducia l’opera della maturità.

Noi, di Libera Uscita, abbiamo presto riconosciuto l’impegno dell’ autore sulla questione di un fine vita dignitoso e abbiamo manifestato interesse per la sua opera prima, tant’è che lo abbiamo invitato alla libreria Feltrinelli di Modena a presentare la propria opera. Guardate sul sito www.associazioneliberauscita.it il resoconto dell’evento. Abbiamo appreso che il libro ha ricevuto recentemente un premio letterario conferitogli dall’istituto di cultura italiana di Napoli. Meritatissimo. Ci complimentiamo con Francesco Bricolo.

Autore: Francesco Bricolo
Editore: Pragmata
Anno: 2013

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