Bologna, 3 maggio 2016: proiezione del film-documentario “The Perfect Circle”

Delicate immagini sul fine vita

Il 3 maggio 2016 a Bologna, presso il cinema Galliera sarà proiettato una tantum il documentario Il cerchio perfetto della regista emiliana Claudia Tosi  

(tratto da: LucidaMente, anno XI, n. 125, maggio 2016)

«Bevono, osservano la pioggia, e cercano di non pensare alla morte, come quando chiudono gli occhi e si lasciano portare lontano dalla musica o dal vento». Così vivono il periodo finale della propria esistenza i protagonisti de Il cerchio perfetto, delicata e commovente opera cinematografica sul fine vita di alcuni malati terminali.

In questi giorni il documentario, dopo un’affollata presentazione alla Camera dei Deputati, viene proiettato in giro per l’Italia. Martedì 3 maggio sarà la volta di Bologna, presso il cinema Galliera (via Matteotti, 25-27), con inizio alle ore 21 (biglietto € 5,00). Realizzato da Movimenta e coprodotto da Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Slovenia, l’opera è ambientata nell’hospice oncologico “Casa Madonna dell’Uliveto” a Montericco di Albinea, sulle colline in provincia di Reggio Emilia. L’autrice è l’ormai esperta regista emiliana Claudia Tosi, che ne Il cerchio perfettoha deciso di seguire due malati e i rispettivi coniugi. Ivano e Meris cercano di afferrare ogni sprazzo di vita nel tempo che è loro concesso.

Non vogliono arrendersi alla malattia, così quasi incarnando i celebri versi del 1951 del poeta Dylan Thomas (Swansea, 1914 – New York, 1953): «Non andartene docile in quella buona notte, / i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno; / infuria, infuria, contro il morire della luce. / Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta». I due malati sono circondati dai loro cari. La pellicola, pertanto, intreccia anche due storie d’amore e la possibilità di dare un senso alla vita quanto più si è vicini alla morte.

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La telecamera osserva da vicino i protagonisti, con rispetto e senza violare la loro
 dignità. Solo il loro sarcastico umorismo nero ci riporta alla durezza dell’ineluttabilità del ciclo di vita e morte. Oltre al tema del fine vita, Il cerchio perfetto tratta delle cure palliative che possono fornire sollievo psicofisico ai pazienti e loro familiari. Ha affermato l’autrice del documentario: «L’idea di questo lavoro è nata da una mia esperienza personale. Mia madre è 
morta dopo avere sofferto 19 anni di una malattia cronica. Standole accanto, ho provato ogni genere di emozione, dal rifiuto della malattia fino all’accettazione della “vita temporanea” della mamma. Eppure, dopo che è morta, nel ricordo che ho conservato di quegli anni, non c’è quasi traccia del dolore».

«Ho pensato allora – continua la Tosi – di fare un film che raccontasse la sconvolgente, terrificante, meravigliosa esperienza che è il prendersi cura, cercando di accompagnare lo spettatore lungo un cammino alla fine del quale si può anche trovare un inaspettato senso di leggerezza. Quando ho trovato l’hospice “Casa Madonna dell’Uliveto” sulle colline reggiane, a pochi chilometri dalla mia abitazione, ho capito che era il luogo perfetto in cui ambientare la mia storia. Due ospiti, in particolare, hanno attirato la mia attenzione, Ivano e Meris: un vecchio burbero arrabbiato col mondo e una dolce signora rassegnata al suo destino. Non mi aspettavo che mi trascinassero dentro le loro esistenze, ma ho lasciato che accadesse e, senza accorgermene, mi sono ritrovata di fronte alla vita e non più alla malattia».

L’autrice descrive così il proprio lavoro: «Il film intreccia due storie d’amore e la possibilità di ritrovare il senso del vivere quando si sta per morire, perché la cura prestata nel fine vita permette di amare fino all’ultimo respiro e non un minuto di meno». Il cerchio perfetto del titolo è il ciclo delle acque: «Quando nasciamo – aggiunge la Tosi – siamo per l’85% acqua, in vecchiaia per il 50%. Quando moriamo, torniamo nel ciclo delle acque, quindi nessuno se ne va mai via per sempre». Alla visione del film saranno presenti vari esponenti di Libera Uscita, associazione per il diritto a morire con dignità, tra i quali la presidente Maria Laura Cattinari e il referente regionale Rino Tripodi, direttore della nostra rivista.

Claudia Tosi è nata a Modena nel 1970 e cresciuta a Rolo (Reggio Emilia); oggi vive a Carpi (Modena). Ha studiato Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Nel 2004 ha realizzato Private Fragments of Bosnia, miglior documentario al Genova Film Festival del 2004 e al Mediterraneo Video Festival del 2005. Nel 2006 ha diretto Building the winter games, tre episodi di 46 minuti, una produzione Stefilm per Discovery Channel Europe. Nel 2008 ha girato Mostar United, in concorso a Idfa 2008 nella sezione “First Appearence”, in nomination al Prix Europa 2009, nonché selezionato al Trieste Film Festival del 2009, ottenendo il secondo posto al premio del pubblico.

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