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Pensione per casalinghe: ecco come ottenere un assegno mensile anche se non si è mai lavorato

Non tutti lo sanno, ma anche per le casalinghe c’è la possibilità di riscuotere un importante sostegno economico: come ottenere l’assegno mensile. 

Per anni, quelle mani calde che si sono prese cura della casa e della famiglia sono state invisibili al sistema previdenziale italiano. Nessun contributo versato, nessun accredito, nessuna pensione certa all’orizzonte. Una condizione condivisa da milioni di persone che hanno dedicato anni – a volte decenni – alla cura domestica e familiare, senza contratto, senza partita IVA, a tempo pieno, senza riconoscimento economico formale.

Pensione per casalinghe: ecco come ottenere un assegno mensile anche se non si è mai lavorato – associazioneliberauscita.it

Ma negli ultimi giorni una voce ha iniziato a circolare con insistenza sulle piattaforme social e alcuni blog economici: per alcune categorie di casalinghe potrebbe aprirsi una porta inaspettata verso un assegno mensile dallo Stato, senza aver mai versato né un euro di contributi previdenziali.

Tra mito e realtà: cosa sta succedendo davvero

Nel mare magnum delle notizie economiche, è facile perdere l’orientamento. Spesso, titoli ad effetto anticipano promesse che sembrano troppo belle per essere vere. La storia che circola riguarda due strumenti molto diversi tra loro, che però vengono a volte confusi: il Fondo Casalinghe e Casalinghi e l’Assegno Sociale dell’INPS.

Il primo è un meccanismo volontario: si aderisce, si versano contributi minimi annui e si accumula un montante che – al raggiungimento dell’età pensionabile – può tradursi in una pensione. Questo richiede contributi versati e non è il fulcro della novità che ha catturato l’attenzione.

Tra mito e realtà: cosa sta succedendo davvero – associazioneliberauscita.it

Il secondo è molto diverso: l’Assegno Sociale non è una pensione contributiva, bensì una forma di sostegno assistenziale. Secondo quanto spiegano le norme vigenti e la guida diffusa recentemente, non è richiesto alcun versamento previdenziale pregresso per accedervi.

Un punto fondamentale, spesso dimenticato nei titoli urlati, è che questa prestazione non viene erogata a chiunque. Ci sono requisiti di età, residenza e condizioni economiche da rispettare — e qui la realtà diventa un po’ più concreta e meno “magica”.

  • Età minima: la norma prevede che l’assegno sociale sia riservato a persone che abbiano raggiunto i 67 anni o più, un parametro importante che filtra molti dei casi citati nei titoli online.
  • Requisiti di residenza e cittadinanza: occorre essere cittadini italiani o dell’Unione Europea (o stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo) e avere una residenza stabile in Italia da almeno 10 anni.
  • Condizione economica: è necessario soddisfare specifici limiti di reddito, stabiliti ogni anno dall’INPS. La legge non prevede che l’assegno parta automaticamente, ma solo se il reddito rientra nei limiti previsti, sia in forma individuale che coniugale.

In sostanza, non si tratta di un assegno “universale” per tutte le casalinghe di ogni età, ma di un sostegno assistenziale per chi, oltre all’età e alla residenza, si trova in una situazione economica di svantaggio e non ha altri mezzi di sostentamento. Non è quindi un reddito da lavoro o una pensione vera e propria, ma una rete di sicurezza economica per chi, spesso dopo una vita di cura non retribuita, si trova in difficoltà in età avanzata.

Martina Petrillo

Laureata in Filologia Moderna, mi sono imbattuta nel magnifico mondo del giornalismo nel lontano 2018 e da quel momento non mi sono mai più allontanata. Appassionata di spettacolo, lifestyle e cucina, mi ritengo una persona molto decisa e con le idee abbastanza chiare sul futuro. “Ad maiora” é il mio motto perché nella vita bisogna sempre puntare in alto!

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