Rottamazione quinques: cosa rientra davvero secondo l’Agenzia Entrate Riscossione

Arriva la Rottamazione quinques: chi può aderire, quali debiti rientrano davvero e quali sono le esclusioni. Regole, scadenze e chiarimenti dell’Agenzia Entrate Riscossione.

C’è una finestra che si è appena aperta e che, per molti contribuenti, potrebbe rappresentare una svolta inattesa. Non si parla di bonus né di sconti generalizzati, ma di una possibilità concreta che riguarda vecchi conti rimasti in sospeso, spesso dimenticati o accantonati perché ritenuti troppo onerosi da affrontare. Negli ultimi giorni, un nuovo servizio digitale ha iniziato a muoversi silenziosamente. È accessibile online, segue regole precise e ha tempi ben scanditi.

una coppia consulta cartelle esattoriali
Rottamazione quinques: cosa rientra davvero secondo l’Agenzia Entrate Riscossione (AssociazioneLiberaUscita.it)

A beneficiarne, però, non saranno tutti: il perimetro è definito, le condizioni sono chiare e i dettagli fanno la differenza. Solo andando a fondo, emerge che non si tratta di una semplice proroga né di un meccanismo automatico. Serve una scelta consapevole, fatta entro scadenze rigide, e soprattutto serve capire cosa rientra davvero.

Una procedura che cambia il modo di chiudere i conti

La possibilità di aderire è già attiva e passa esclusivamente dal canale digitale. La domanda deve essere presentata entro una data precisa, fissata al 30 aprile 2026, mentre l’esito arriverà entro il 30 giugno dello stesso anno. A quel punto, l’amministrazione comunicherà se l’istanza è stata accolta, respinta o ammessa solo in parte.

Uomo pensieroso davanti a dei documenti fiscali
Una procedura che cambia il modo di chiudere i conti (AssociazioneLiberaUscita.it)

Il passaggio decisivo arriva nella scelta della modalità di pagamento. È possibile saldare tutto subito oppure optare per una dilazione particolarmente ampia: fino a 54 rate bimestrali, tutte dello stesso importo. Il primo appuntamento con il pagamento è fissato al 31 luglio 2026, mentre sulle rate successive si applica un interesse annuo del 3%, calcolato secondo il tasso legale. Una struttura pensata per rendere sostenibile ciò che, in altri contesti, sarebbe difficilmente gestibile. Ma non è ancora qui che si gioca la partita principale.

Quali debiti possono davvero essere “rottamati”

Per chi non lo avesse capito, parliamo della rottamazione quinques, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha chiarito il perimetro attraverso una serie di FAQ ufficiali, fondamentali per evitare errori di interpretazione. Rientrano nella misura i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma solo se derivano da specifiche tipologie di irregolarità.

una mano fa i conti con la calcolatrice
Quali debiti possono davvero essere “rottamati” (AssociazioneLiberaUscita.it)

Parliamo, ad esempio, di imposte non versate emerse dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni presentate, oppure di contributi previdenziali INPS che non nascono da atti di accertamento. Sono inclusi anche alcuni debiti per sanzioni amministrative, come quelle legate al Codice della strada irrogate dalle Prefetture. In questi casi, però, il beneficio riguarda interessi e spese accessorie, poiché la sanzione costituisce già la quota capitale.

Il vantaggio centrale è l’eliminazione di sanzioni e interessi: chi aderisce paga solo il debito originario e i costi strettamente necessari. Un aspetto che rende particolarmente appetibile la misura per chi ha pendenze stratificate nel tempo.

Vecchie rottamazioni, nuove opportunità (ma non per tutti)

Un altro nodo cruciale riguarda chi aveva già aderito a precedenti definizioni agevolate. La normativa consente di rientrare nella rottamazione quinques anche con carichi già inclusi nelle prime tre rottamazioni o nel saldo e stralcio, se i benefici sono decaduti per mancati o tardivi pagamenti.

Lo stesso vale per la rottamazione quater e per la riammissione alla quater, ma solo se alla data del 30 settembre 2025 risultano rate scadute e non versate. In questi casi, la decadenza apre una nuova possibilità. Restano invece esclusi i carichi per i quali, alla stessa data, tutte le rate risultano regolarmente pagate: una linea netta tracciata per evitare sovrapposizioni e duplicazioni di benefici.

Le indicazioni ufficiali confermano un approccio selettivo: la rottamazione quinques non è una sanatoria universale, ma uno strumento mirato. Solo i debiti che rispettano criteri ben precisi possono essere chiusi in forma agevolata. Per chi rientra, però, l’opportunità è concreta: meno costi, più tempo e una via d’uscita regolata per chiudere definitivamente pendenze che, in molti casi, si trascinano da anni.

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