Quasi 2500 eutanasie praticate in Belgio nel 2020

La Commissione di controllo ha ricevuto l’anno scorso 2.444 dichiarazioni di effettuati interventi eutanasici.
Si è avuta una diminuzione del 7,9% rispetto al 2019. Circa il 66% dei pazienti avevano più di 70 anni, 37,8% avevano più di 80 Anni. Solo lo 0,9% aveva meno di 40 anni.

Il 75,1% delle dichiarazioni erano scritte in olandese e si riferivano a pazienti tra i 60 e gli 89 anni.
Più della metà, il 54,2% delle eutanasie sono state praticate in casa.
In Ospedale il 30,9%; sono diminuite quelle praticate nelle case di riposo o in Hospice (12,3%)

La richiesta d’eutanasia era dovuta principalmente al cancro (64,2%) o ad una combinazione di più malattie (polipatologie) non suscettibili di miglioramenti e fonte di gravi handicaps sempre più seri.
La commissione sottolinea che nell’87,3% dei casi il decesso della persona era generalmente atteso a breve.

Le domande accolte sulla base di problemi mentali e del comportamento ( cioè affezioni psichiatriche e cognitive come la malattia Alzheimer) restano marginali con un 1,8% dell’insieme degli interventi eutanasici.

Meno dell’1% dei casi si riferisce a pazienti in stato di non più coscienza che avevano fatto una DAT (disposizione anticipata di trattamento).
Nessuna eutanasia di minore non emancipato si è avuta nel 2020.

Queste cifre si riferiscono ai documenti relativi all’ eutanasie praticate tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020, esaminati dalla Commissione competente.
Quest’ultima ha giudicato che tutte le dichiarazioni rispondevano alle condizioni di legge e che nessuna dunque ha dovuto essere trasmessa al procuratore del Re.

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