Se vivi vicino ad un locale rumoroso puoi chiedere il risarcimento al Comune: ecco come fare

Come chiedere un risarcimento al proprio Comune se si vive vicino ad un locale rumoroso: tutti i dettagli da conoscere per procedere nel modo corretto.

C’è una linea sottile che separa la vitalità di una città dal suo lato più oscuro. Di sera i quartieri si riempiono, le strade si accendono, le voci si moltiplicano. All’inizio è energia. Poi, col passare delle ore, qualcosa cambia. Finestre chiuse per provare a dormire. Sveglie che suonano troppo presto. Notti spezzate che diventano settimane, mesi, anni.

uomo con cuscini sulle orecchie a causa del rumore
Se vivi vicino ad un locale rumoroso puoi chiedere il risarcimento al Comune: ecco come fare Associazioneliberauscita.it

Per molti residenti questa non è un’eccezione, ma una routine logorante che incide sulla salute, sul lavoro, sulla vita privata. E quando il disturbo non è più episodico, la domanda smette di essere sociale e diventa giuridica. Non sempre il problema è il singolo episodio. A fare la differenza è la continuità del disagio e, soprattutto, la percezione che nessuno stia davvero intervenendo. Segnalazioni ignorate, controlli sporadici, ordinanze inefficaci.

Come richiedere il risarcimento al proprio Comune se si vive accanto ad un locale rumoroso

Il fenomeno ha un nome preciso: malamovida. Non è la semplice vita notturna, ma la sua deriva patologica. Rientrano in questa categoria, gli schiamazzi notturni e rumori eccessivi, i locali che non rispettano gli orari di chiusura, le occupazioni abusive di suolo pubblico, il consumo e vendita irregolare di alcol in strada, le risse, vandalismi, danneggiamenti e le situazioni di degrado e pericolo per la sicurezza. Quando questi comportamenti diventano strutturali, il problema non riguarda solo i singoli esercenti, ma l’intero sistema di controllo.

coppia che non riesce a dormire a causa del rumore
Come richiedere il risarcimento al proprio Comune se si vive accanto ad un locale rumoroso Associazioneliberauscita.it

Una recente decisione del Tribunale di Milano (sentenza n. 9958/2025) ha chiarito un punto cruciale: il Comune può essere chiamato a rispondere dei danni subiti dai residenti. Secondo i giudici, l’ente locale è responsabile quando:

  • concede un numero eccessivo di licenze
  • non vigila sul rispetto delle regole
  • non sanziona comportamenti illeciti
  • adotta misure inefficaci o tardive

In altre parole, se il Comune tollera una situazione di disturbo cronico, può diventare corresponsabile del danno. Un aspetto spesso frainteso riguarda il giudice competente. In questi casi non si va al TAR. Le azioni legali contro la malamovida rientrano nella responsabilità civile, e quindi nella competenza del giudice ordinario. Non si contesta la legittimità di un’ordinanza, ma si chiede:

  • il risarcimento dei danni
  • e l’adozione di misure concrete per far cessare il disturbo

Doppio fronte: locale e Comune

Il cittadino può agire:

  • contro il gestore del locale, per superamento dei limiti di tollerabilità (art. 844 c.c.)
  • contro il Comune, per omessa vigilanza e mancato intervento (art. 2043 c.c.)
coppia che non riesce a dormire a causa del rumore
Doppio fronte: locale e Comune Associazioneliberauscita.it

La responsabilità dell’ente pubblico nasce per omissione: non aver impedito un evento dannoso che aveva il dovere giuridico di evitare. Per ottenere tutela in tribunale, non basta lamentarsi. Serve documentare. Tra gli strumenti più efficaci:

  • perizie fonometriche ARPA sui livelli di rumore
  • foto, video e registrazioni audio
  • testimonianze dei residenti
  • segnalazioni formali a Comune e Polizia locale
  • richieste di ordinanze sindacali
  • certificazioni mediche che colleghino insonnia, stress o altri disturbi al rumore

Più la situazione è dimostrata come stabile e reiterata, più aumenta la possibilità di ottenere un risarcimento.

Una giurisprudenza ormai consolidata

La sentenza di Milano non è un caso isolato. La Cassazione n. 14209/2023 ha già confermato la condanna del Comune di Brescia per non aver protetto adeguatamente i cittadini dagli effetti della malamovida.

Il principio è chiaro: il diritto al riposo, alla salute e alla vita privata non è sacrificabile in nome del divertimento notturno La malamovida non è un fastidio da subire in silenzio. È un fenomeno che, se non controllato, genera responsabilità giuridiche precise, anche in capo alle amministrazioni comunali. La notte può essere viva, ma non può diventare una condanna.

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